Oben

30 dicembre 2012

“Oben” in tedesco significa “Up”, cioè “Su”. Ma non si tratta del celebre lungometraggio d’animazione Pixar, bensì di un corto presentato all’esame finale della EMCA, scuola di animazione della Camera di Commercio di Angoulême, in Francia. Questa scuola si avvale del sostegno finanziario del Fondo Sociale Europeo e del sindacato di settore della città di Angoulême. Grazie a questo sostegno, la scuola prepara ogni anno studenti come Thierno Bah, Noé Giuliani , Pierre Ledain e David Martins da Silva, autori di questo cortometraggio. Il racconto è una metafora della perseveranza dell’uomo nel raggiungere le vette più alte e difficili -volontà che sopravvive anche alla morte poiché trasmessa dall’esempio, qui rappresentato in modo semplice ma espressivo. Un percorso disegnato attraverso linee spigolose che rimandano all’asprezza delle montagne e alla durezza della salita, ma anche alla tenacia del protagonista. Il corto è accompagnato dal sonoro di Prince N’Gouda Ba, un ex studente di matematica ora dedito al sound design, che ritroviamo anche in un altro lavoro per l’esame finale presso la EMCA: Lux, di Juliette Oberndorfer.

McBess

29 agosto 2011

Matthieu Bessudo aka McBess si presenta sul suo blog come  “an expensive illustrator & director”, ironica autodefinizione che si è conquistato con il suo talento negli anni, una volta uscito da Supinfocom, la scuola di computer grafica francese che ha aperto la strada a molti altri eccezionali illustratori e graphic designer. Originario di Cannes, abbina all’attività di disegnatore quella di musicista nella sua band The Dead Pirates (per la quale ha anche realizzato il meraviglioso videoclip Wood, qui sotto). Personalmente, lo preferisco chino su un foglio di carta, perché è in questo caso che fa davvero faville. Le sue tavole (ispirate apertamente al periodo Fleischer e alle prime Merrie Melodies di inizio anni ’30) sono assonometrie in bianco & nero gremite di soggetti surreali tra cui spiccano figure femminili morbide e vagamente inquietanti, titanici strumenti musicali, barbuti musicisti iper-tatuati dall’aria new-hippy, alberi animati molto freak, enigmatiche vette innevate piramidali. O ironici autoritratti che lo vedono immerso nella sua passione parallela, la musica. Il tutto attraversato da una marcata vena rock, a tratti macabra e decisamente grottesca: un intreccio di temi e stili splendidamente azzeccato.

www.mcbess.com

Amandine Urruty

10 agosto 2011

Amandine Urruty è una giovane illustratrice che vive a Tolosa, in Francia, ed è autrice di tavole caratterizzate da toni shock e soggetti grotteschi, realizzate con matite colorate. Dopo aver abbandonato la band in cui cantava durante gli anni universitari, ha deciso di dedicarsi completamente a quello che in precedenza faceva nei ritagli di tempo, quando disegnava posters per la stessa band. Attingendo al mondo dei tatuaggi e a tutto ciò che di trash può offrire la rete per trarre ispirazione per i suoi soggetti, ha realizzato una galleria di gustosi paradossi della natura animati da un generoso tocco di follia e immersi in grovigli corporei dove l’intensità delle sensazioni e suggestioni dei personaggi si intreccia perfettamente alla fluorescenza dei colori.

“I spend long hours on the Internet searching for all kind of pictures: ugly tattoos, wedding cakes, dogs with dresses, offensive halloween costumes (…) I try not to take my inspiration from actual illustrators. I rather find my influences in the medieval painting (Bosch, Bruegel…) and in all these randomly found pictures I talked about previously: vintage postcards, film posters, anatomy books and bestiaries”

amandineurruty.free.fr/blog

Johan Potma

6 luglio 2011

Johan Potma è uno di quegli illustratori che apprezzo sotto più angolazioni… per i soggetti e i temi e per come vengono evocati. Per l’ironia surreale e i materiali attraverso cui prende forma… vecchie tavole di legno ricavate da scatole polverose e cartelli dimenticati su cui si fondono acrilici e collage, dando vita a creature mostruose ma molto umane. Assurdi freaks sentimentali, dotati di un buon tasso di comicità, che a tratti possono suggerirci delle nemmeno troppo esasperate caricature di un’umanità tanto bella quanto varia. Olandese di origine e berlinese d’adozione, Johan ha collaborato con nomi quali Playboy, Nickelodeon, Pepsi, Nivea, e altri ancora -ma si amerebbe anche senza un tanto invidiabile curriculum.

Una piccola selezione dei suoi lavori è presente nel suo portfolio sul network Behance (molto altro si può trovare in rete): www.behance.net/jopot

Bubblegum

23 giugno 2011

“Bubblegum” è l’ultimo singolo dei Clinic, band di Liverpool prodotta dall’etichetta indipendente Domino Records (già produttrice, tra gli altri, di Franz Ferdinand e Arctic Moneys). In linea con il sound della band, il videoclip ha uno stile molto “vintage”, con espliciti riferimenti ai cartoon anni 20 dell’era Fleischer: protagonista è una gatta nera in trasvolata da un mondo fantastico a una vivace campagna, a pericolosi flutti (in cui intuiamo il Tamigi), alle mille luci della città, “with no limitations“. E’ stato realizzato da Trunk Animation, un eclettico studio di animazione londinese, o meglio:

“a mixed media production company working with a group of artists and directors to create visual imagery intended to delight and inspire”

(“una società di comunicazione multimediale che lavora con un gruppo di artisti e registi per realizzare opere visuali destinate a deliziare e ispirare”)

Little Nemo

11 giugno 2011

Nessun aggettivo è più indovinato di “onirico” per “Little Nemo”, comic strip di modesta fortuna ai suoi tempi, ma poi riscoperta e rivalutata negli anni ’60 per merito del cartoonist Woody Gelman. Surreale, a tratti cupo, senza dubbio molto più complesso di quello che può apparire a un primo sguardo, Little Nemo vede la luce nel 1905 dalla matita dell’americano Winsor McCay. La strip, pubblicata sul New York Herald e successivamente sul New York American, racconta le avventure in cui s’imbatte un bambino di 5 anni (il piccolo Nemo, appunto) nel mondo dei sogni. Durante il sonno, Nemo viene convocato dal re di Slumberland, Morfeo, che desidera un compagno di giochi per sua figlia: “Slumberland” (letteralmente “Paese del sonno”) è dunque la meta delle avventure del piccolo Nemo.

Sulla sua strada, incontra personaggi fantastici, elementi della vita reale distorti dal sogno e non di rado pericoli mortali, sempre sventati per un soffio da un tempestivo risveglio. La complessità dei temi (la scoperta dell’inconscio), nonché le splendide illustrazioni ispirate all’Art Nouveau hanno concorso, sebbene tardivamente, a un pieno riconoscimento di quest’opera, prima comic strip accolta nelle gallerie del Louvre di Parigi.

Rilla Alexander

5 giugno 2011

Rilla Alexander è un’illustratrice di origine australiana, che vive e lavora a Berlino. Tra le altre sue collaborazioni è da segnalare quella con il Museo del Prado di Madrid. Ha pubblicato numerosi testi sul processo creativo, tema che riaffiora metaforicamente anche nel suo ultimo racconto illustrato, “Her idea”, in cui la protagonista, una bambina di nome Sozi che è dichiaratamente un alter-ego dell’autrice, affronta un’avventura che ha come meta la realizzazione delle idee. Accompagnata nella sua ricerca dall’inseparabile cane Shadow (fedele ritratto del quattrozampe di Rilla) e da una serie di personaggi fantastici che incarnano alcuni degli stimoli della creatività e i legami con l’infanzia (in cui è radicato il personale immaginario di ciascuno di noi), Sozi è protagonista di una fiaba splendidamente illustrata, più adulta di quello che può apparire.

www.byrilla.com

www.sozi.com

Doomed

1 giugno 2011

“Doomed” è un corto semplicemente esilarante. Realizzato in 3d da El Señor Studio, studio di animazione con sede a Madrid, fondato nel 2009 dai fratelli Guillermo e Beatriz García Carsí, si presenta come un piccolo documentario che illustra il “fallimento della selezione naturale”. Ovvero “un ventaglio di singolari creature che, anziché essere guidate dall’istinto di sopravvivenza, sembrano destinate ad un’estinzione comica e surreale, sotto lo sguardo sconcertato del narratore”. Anche in questo caso ho avuto l’opportunità di apprezzare la versione integrale al festival Pictoplasma di Berlino: purtroppo in rete è disponibile esclusivamente come trailer, e si può solo intuire la “vis comica” della pellicola. Guillermo García Carsí è anche autore e direttore creativo della serie Pocoyo, premiata all’Annecy International Animated Film Festival.

www.elsenorstudio.com

 

Jon Burgerman

25 maggio 2011

Jon Burgerman è un illustratore inglese, attualmente residente a Brooklyn, NYC, la cui opera è caratterizzata da tre elementi: l’uso di colori brillanti e tinte piatte; la predilizione per penne e pennarelli (e per ogni altro media, inclusi quelli digitali, in grado di regalare un effetto analogo); i soggetti, che vengono definiti dallo stesso autore “doodles”, ovvero “sgorbi”, e che assumono in effetti la forma di divertenti creature antropomorfe e sagome astratte scarabocchiate con tratto fermo e arricchite da vivaci ghirigori. Burgerman è un artista prolifico e ogni sua opera è contraddistinta da un elevato tasso di originalità: alcuni tra i più felici esempi del suo lavoro sono quelli in cui i personaggi si intrecciano in grotteschi mosaici di forme e colori vibranti. Opera su una grande varietà di media: dal disegno a mano libera alla stampa, dall’animazione alla street art, al toy design. Molto altro sul suo divertente blog: www.doodlesplatter.com

www.jonburgerman.com

Le silence sous l’écorce

18 maggio 2011

“Le silence sous l’écorce” è un piccolo capolavoro dell’animatrice francese Joanna Lurie, che ho avuto la fortuna di scoprire attraverso una delle raccolte di Pictoplasma. Solo in seguito ho appreso che faceva parte dei 10 corti animati selezionati per concorrere agli Academy Awwards 2010 (Oscar assegnato poi all’australiano “The Lost Thing” di Shaun Tan e Andrew Ruhemann). Il mix di animazione 3d, che ritroviamo nei personaggi, e immagini fotografiche elaborate con Photoshop per realizzare ambientazioni suggestive e fiabesche creano insieme alla sceneggiatura un corto evocativo e molto poetico, con un’impronta veramente unica che mi ha incantato fin dal primo fotogramma.

www.joannalurie.com


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